|
Giovanni Cavazzon (Apollo) |
|||
|
|
|
||
|
|
|
||
|
studio
per l’installazione Apollo e Dafne pirografia ed acrilico su sagoma intagliata nel
legno cm.160x70 (2003) — |
studio per Apollo grafite colorata su carta cm.100x70 (2005) — |
||
|
Espressione di valori che cambiano e di certezze che
svaniscono, il corpo nudo resta l’unico dato invariabile dell’esistenza, il
mezzo di relazione col mondo, fonte dell’ossessione di molti artisti. Ma non per Giovanni Cavazzon, che del nudo artistico ha fatto il suo
modo personale di fare arte, nudo messo in scena per dare vita ad un’azione,
corpi che provocano e che a volte sono esposti proprio per provocare
desiderio, per accendere ansie che non lasciano indifferenti. Tutte queste immagini che Cavazzon ha
prodotto e che coltiva, testimoniano la sua straordinaria capacità di
indagare oltre al corpo anche l’animo umano, senza giudizi morali o
conformismi, ma con grande penetrazione psicologica. E’ sufficiente osservare i volti e gli atteggiamenti di opere come “Paride e Afrodite” e “Apollo e Dafne” per
riscontrare l’accettazione nel primo e il diniego nel secondo (mani che
attraggono e che respingono). Eraldo Di Vita, da
“Il realismo romantico di Giovanni Cavazzon” |
|||
|
|
|||
|
|
|
||
|
|
|
||