PASCOLO Anna – per il Ritratto di Giovanni Cavazzon all’amica e collega Gina Roma

Le mani non mentono.
Dichiarano il loro tempo senza paura, anzi ostentano l’orgoglio di una instancabile operosità creativa. E i pennelli, consunti, sono il prolungamento delle mani.
La tela è il suo lavoro appena finito, oppure forse – e più probabilmente – è ancora bianca e sta per raccontarci la prossima storia.
Fin qui il mestiere.

Nel volto, invece, quell’anima che, proprio come le sue stesse opere, non è in proporzione con l’età perché alimentata dalla gioia della narrazione continua. Perché Gina vuole essere felice e per essere felice deve pitturare.

Udine, settembre 2001

Nota. Questo testo venne letto in chiusura della manifestazione che festeggiava i novant’anni di Gina Roma a Vazzola, suo paese natale. L’incontro era iniziato con la lettura di una poesia che Andrea Zanzotto aveva scritto per l’amica Gina.