"Benedizione delle icone del m°Giovanni Cavazzon" - Sacrario Militare di Redipuglia (3/5/2017)

Benedizione delle Icone. Intervento del m°Giovanni Cavazzon in presenza delle più alte cariche religiose, civili e militari.

Autorità civili e religiose, amici, studenti - buongiorno. È vero. A Don Sigismondo non si può dire di no; e anche ho accettato volentieri, data la forza delle motivazioni, pur se il compito affidatomi non era certo dei più semplici: abbracciare in un linguaggio contemporaneo secoli di storia della Chiesa e dell'umanità attraverso figure altamente rappresentative.

Ho perciò dipinto San Benedetto da Norcia e il riferimento alla sua Regola (V, VI secolo), i Santi Cirillo e Metodio, che nel IX secolo hanno diffuso il Vangelo ai popoli slavi, e infine San Giovanni Paolo II, il papa che abbiamo conosciuto.

Nella tavola che lo rappresenta vedete rivolta all’attualità la folla che egli ha sollecitato, l’anima di Berlino, della Germania divisa che si riunisce. È l’anima del mondo cattolico, di tutti i fedeli, di tutte le patrie, di tutte le fedi; è la moltitudine indistinta che scavalca e abbatte i terribili muri dell’ostracismo.

Se moltitudine sa abbattere i muri delle ideologie, vediamo, nella tavola accanto (quella di San Benedetto), il risultato della guerra: l'annientamento spietato di vite, di pensieri, di opere rappresentato dai resti dell'Abbazia di Montecassino dopo il bombardamento del 1944. Quanta attualità in questa breve riflessione!

È con il dialogo che Cirillo e Metodio hanno portato la loro professione di fede. Dalla chiesa di Costantinopoli partirono e diffusero la parola di Dio. La pittura con cui ho rappresentato questa immagine è come un rispettoso gioco. La chiesa di Santa Sofia è una specie di figura ritagliata, in un moto di inquietudine fiabesca a sottolinearne la spiritualità. La stessa inquietudine che ho provato nell'eseguire questo ciclo pittorico. È l'inquietudine della poesia da cui traspare la storia di questi Santi. È l'essenza di ciò che essi hanno rappresentato nella loro vita, ora inserita in finestre che si aprono verso la luce. In ognuna delle tavole cercate il simbolo dell'Associazione Umanità dentro la Guerra, che qui ha la sua sede morale. Vi troverete i segni che ne identificano l'ispirazione e che sintetizzano questo luogo: le tre croci, quasi cavalli di frisia, deturpate dall'orribile filo spinato su un freddo fondo grigio; il libro d'oro dei caduti che racchiude un rametto d'ulivo sul colore azzurro della Regina Pacis.