CAPRIATI Fiorella – Sorelle mie

Recital di poesia “Sorelle mie” tratto dalla raccolta omonima di Stefania Cavazzon e Giovanni Cavazzon a cura della dottoressa Anna Pascolo presentato dall’Associazione Culturale Liciniana di Udine a Roma – Casa Internazionale delle Donne –

Un tema, un luogo, un evento sono tre parole che ci permettono alcuni spunti di riflessione sul Recital di poesia “Sorelle mie” che, il primo venerdì di giugno, si è tenuto nella sala Tosi presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma.

Ventuno figure femminili, profondamente diverse tra loro per età, contesto storico, sociale o ceto di appartenenza, sono state selezionate con raffinatezza e acume da Stefania Cavazzon per mettere a fuoco il tema della donna, da lei particolarmente sentito. Alcune sono le protagoniste di fiabe o leggende, altre di fatti realmente accaduti che vogliamo immaginare unite così da formare una ininterrotta catena di mani che si stringono per essere più forti nel  rivendicare quei loro diritti ancora non del tutto riconosciuti.  

La Casa Internazionale delle Donne, un luogo simbolo della lotta che le donne, in ogni parte del mondo, stanno portando avanti da tempi lontanissimi, a volte senza averne reale coscienza, ma certamente convinte delle loro idee, si è rivelata una scelta particolarmente appropriata. Il Recital ha dato voce anche alle tante donne invisibili che hanno lottato e ancora lottano in silenzio, ma con tenacia per vedere riconosciuti i propri diritti.

Un evento, in forma di recital, ideato in modo eccellente per presentare la  splendida e toccante collaborazione tra la parola poetica di Stefania Cavazzon e il tratto magistrale di Giovanni Cavazzon:  entrambi hanno usato carta e pennino per dare voce alla loro creatività artistica.

L’universo femminile è emerso durante il recital nelle sue diverse sfaccettature, creando un caleidoscopico prisma luminoso e sfumato, nel quale è stato possibile intravedere i meandri più profondi dell’animo di tante donne che abbiamo potuto sentire vicine e ringraziare per le loro sofferenze e le loro affermazioni.

Il Recital ci ha offerto uno spettacolo improntato ad una imponderabile leggerezza che ha portato noi spettatori ad esclamare: “peccato che sia finito!” Roma, 5 giugno 2026