CAVAZZON Giovanni – La figlia del Torre (Plenilunio nel Torre)
Riguardo oggi questo quadro, a cui sono molto legato. Risale al 2003, credo. Rivivo emozioni e riflessioni.
L’idea è stata quella di creare una dea della vita, una donna resa dea. Come dea volevo rappresentare anche la potenzialità di una dea; ai tempi antichi la dea tutto poteva. Una Naiade figlia del torrente Torre.
Il Torre scorre in un letto entusiasmante; ha sponde accattivanti, ma spesso – è un torrente – manca d’acqua. Ecco che la divinità è colei che ha la possibilità di fare arrivare l’acqua, chissà, pregando il dio Torre, suo padre. Si è seduta, in attesa, nella luce diafana della luna piena, testimone di ciò che può accadere in un corso d’acqua fecondo, lei stessa feconda e fecondatrice. Tutto questo è suggerito dall’inquadratura dove vivono i due protagonisti: il Torre e la sua dea.
Quanta attualità oggi, mi vien da aggiungere, che a far notizia sono i letti dei grandi fiumi desertificati!
L’effetto luministico cambierà completamente se osserverete la scena con la luce che ho studiato; sono uno scenografo e non voglio dimenticarlo mai. Che la stanza sia buia e il dipinto illuminato da sinistra, con luce quasi radente. Scoprirete che l’impasto pittorico conferisce matericità creando luci, ombre e riflessi che non potete vedere nella sala illuminata; il corpo assorbe e restituisce la luce della luna; l’atmosfera è magica, immaginifica, come immaginifiche sono le ninfe del torrente.
Udine, 27 febbraio 2023

