CONFERENZA STAMPA - Udine, Gran Caffé Friuli - Giovanni CAVAZZON, in continuità con i valori UNESCO e ONU- (26/9/2026)


Nel 2004 il m° Giovanni Cavazzon (1938-2024) fondò l’Associazione Culturale Liciniana spendendosi spesso a favore di giovani per stages con studenti delle Università di Udine e Roma Tor Vergata, per concerti di allievi del conservatorio; a Refrontolo devolse l’intero incasso di una mostra per istituire borse di studio.
L’eredità artistica che ci ha lasciato è preziosa. Noto soprattutto come ritrattista e per i cicli delle Veneri e delle Baccanti, sulla sua ampia opera è stata tenuta una lectio durante una cerimonia in Prefettura; i destinatari erano i giovani dell’ABAUD. Fu l’ultima uscita pubblica del m°Cavazzon.

L’opera di Giovanni Cavazzon, pittore e scenografo contemporaneo, ci offre una visione artistica complessa e affascinante, radicata nella formazione rigorosa che ha ricevuto all’Accademia Toschi di Parma. Egli si considera “un figlio diretto della scenografia” e basa il suo lavoro su un delicato equilibrio tra “il vero e il falso”. Nella sua prospettiva, infatti, la scenografia è stata il mezzo per accostarsi alla vita con un realismo che non si limita alla semplice rappresentazione, ma si avvale di uno studio profondo, con aperture sempre più meditate verso una dimensione ontologica, dell’idea di illusione: «La scenografia è illusione, dunque teatro. Lo spettatore deve illudersi di partecipare alla scena che di volta in volta si svolge nei ricchi ambienti della corte, o nelle periferie degradate, o in un luogo austero. È il falso del vero». (Ivan Crico)  
 Ponendosi in una posizione diversa rispetto a quella degli autori citazionisti e concettuali degli ultimi decenni del Novecento, per i quali i riferimenti agli artisti antichi sganciati dal contesto originario e ricomposti arbitrariamente, denunciano il vuoto spirituale che angoscia l’uomo contemporaneo e sottolineano l’impossibilità di leggere le opere di epoche trascorse nel loro autentico significato originario, Cavazzon si rifà all’opera museificata per enuclearne la persistente forza di attrazione; la estrae dal congelamento cui è condannata; la fa rivivere, ne ricrea il mito. Con leggerezza, in una sorta di disincanto-incanto. Il procedimento è complesso, anche tecnicamente. Il pittore realizza la messa in scena di un “evento” con effetti teatrali. (Licio Damiani)  
 Le opere di Giovanni Cavazzon seducono con la forza del disegno e del colore. Con estrema precisione l’artista rappresenta la società moderna nel suo ambiente, soprattutto quello psicologico e architettonico. Il vero artista si riconosce da qui, come se fosse un regista teatrale cui non sfuggono l’importanza di un gesto o di un atteggiamento del volto, tecniche basilari della comunicazione.In definitiva, la pittura di Cavazzon rivendica le radici di un naturalismo che finì per radicarsi in tutta l’Italia settentrionale, una linea che prosegue ininterrotta da Caravaggio a Giacomo Ceruti. Siamo di fronte ad un pittore che conduce verso il Tremila una figurazione degna delle nostre più grandi tradizioni artistiche. (Eraldo DI Vita)  

Poco tempo fa, l’Associazione ha avuto l’occasione di conoscere il gruppo “Passi d’inchiostro” di cui fanno parte 65 giovanissimi, pieni di entusiasmo e voglia di mettersi in gioco e soprattutto di crescere. In sinergia con loro e con la collaborazione del Club per l’UNESCO di Udine, la Liciniana ha messo a punto un insieme di incontri a partire dal 2 ottobre, fino a maggio 2027. Il titolo è “Giovanni Cavazzon, in continuità”.

Il 2 ottobre, ricorrenza della festa dei nonni, inizieremo presso la Biblioteca “Joppi” con “Età terza” (talvolta incomoda) alle 17,30. Esporremo opere che il m° Cavazzon dedicò questa età: gli studi per un gruppo di famiglia straordinario: “Ritratto dell’étoile Carla Fracci e del regista Beppe Menegatti con i nipotini”. “Paola Borboni”, a cui dedicò diversi ritratti, di cui uno rubato – forse dal capocomico; si incontrarono quando lei aveva 94 anni. Nilla Pizzi di anni ne aveva 84; si videro per la celebrazione dei cento anni della radio. Ritratto del “Pescatore di Ferrandina”, e altri ancora.
A fare da contrappunto a questi volti, la presenza di giovani del gruppo “Passi d’inchiostro” con le loro poesie. Sempre a componenti del gruppo l’onere (e l’onore) della curatela e della conduzione. Il tutto sarà documentato da un libro che presenteremo in quella occasione insieme alla Presidente Renata Capria d’Aronco e al prof. Vito Sutto.

Per inciso, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Società Filosofica Italiana di Parma e dei club per l’Unesco di Udine e Reggio-Emilia, la Liciniana presenta in ottobre due recital tratti da raccolte poetiche. L’autrice in entrambi i casi è Stefania Cavazzon, sorella di Giovanni che in “Sorelle mie” ha curato la parte grafica con un polittico di 21 ritratti riportati a fronte dei testi. In “Deflusso” la prefazione è di Renata Capria d’Aronco. Naturalmente i due recital saranno portati a Udine. “Deflusso” sarà condotto dai ragazzi di “Passi d’inchiostro” e li troveremo alla Biblioteca Joppi il primo aprile 2027. “Sorelle mie” invece sarà interpretato da Stefania Cavazzon e da Massimo Somaglino al Teatri Stabil Furlan di Torreano il giorno seguente. In programmazione una replica in un’altra sede prestigiosa in cui i giovani saranno protagonisti.

Il 6 aprile 2027, ancora alla Joppi, a cura di Stefania Cavazzon un dibattito coinvolgerà i giovani (ma non solo giovani) interessati alla Poesia. Si esaminerà quale rapporto possa intercorrere tra Lingua (compresi i linguaggi di varie discipline conoscitive) e la sperimentazione poetica; quanto la conoscenza lessicologica sia di supporto all'impresa creativa del poetare. Si citeranno esempi fondamentali della grande poesia del secolo scorso per meglio animare l’incontro.

In programmazione una mostra con alcune opere esemplificative del m° Cavazzon insieme ad alcuni talenti del gruppo; comunicheremo la data e il luogo.

Per le Giornate Internazionali promosse dall’UNESCO e dall’ONU, alcune conferenze saranno affidate ai giovani di “Passi d’inchiostro”. In Palazzo Antonini le prime due sono già in programma: l’8 ottobre, per la Giornata Mondiale degli insegnanti interverranno Delfina Clocchiatti, Elia Trentin e Matteo Sargentini, mentre il 27 toccherà a Elia Trentin e Irene Picco a portare attenzione alla Giornata Mondiale dell’informazione sullo sviluppo.

A fine periodo, maggio 2027, tutti i partecipanti saranno insieme, in sede prestigiosa, per la cerimonia di consegna di attestati riconosciuti dal MIUR e la presentazione del volume che raccoglierà tutti gli elaborati redatti durante questo percorso di conoscenza, esperienza e crescita.