MASTRORILLI Marco – Prefazione a “il volo” di Cavazzon

Da sempre il genere umano ha alzato lo sguardo verso il cielo con meraviglia, lasciandosi sedurre dall’eleganza del volo, da quella danza eterea che gli uccelli disegnano tra le nuvole. La loro capacità di librarsi nell’aria, sfidando la gravità, ha ispirato sogni, visioni e opere senza tempo. Aristotele, con il suo celebre Le parti degli animali, ci ha guidato nel mondo complesso della natura, cercando di decifrare il mistero degli esseri alati. Leonardo da Vinci, spinto da un inestinguibile desiderio di comprendere e replicare la loro perfezione, ha dedicato pagine e progetti al sogno di volare. Picasso, nelle sue colombe e civette, ha intrecciato simboli di pace e saggezza alla potenza dell’arte moderna.

Oggi, il Maestro Giovanni Cavazzon raccoglie questa eredità universale e la trasforma in un tributo visivo straordinario. Con la sua arte, egli non si limita a rappresentare gli uccelli: ne cattura l’anima, la leggerezza, la potenza. Pensiamo al gufo, silenzioso custode della notte che tanto ama, o al cormorano, figura scultorea in bilico tra acqua e cielo. La rondine, con il suo volo rapido e giocoso, annuncia la primavera, portando con sé la promessa di nuove stagioni di vita e speranza, ma anche di altro, come nel Nido violato.

Cavazzon ci invita a fermarci e a osservare. La velocità di un volo, il movimento fugace di un rapace notturno, quegli istanti così rapidi da sembrare impossibili da cogliere, trovano una dimensione eterna nei suoi tratti. Con una maestria ineguagliabile, le sue incisioni e il suo tratto fissano il tempo, rendendo tangibile ciò che spesso sfugge alla nostra percezione. Ogni sua opera è un frammento di poesia visiva che ci porta oltre il visibile, consentendoci di toccare l’emozione del volo e la bellezza intrinseca della natura.

Grazie, Maestro Cavazzon, per averci donato queste gemme artistiche, capaci di restituire il sogno, la magia e l’incommensurabile bellezza degli uccelli. Attraverso le sue opere, il nostro sguardo non si limita più a osservare: diventa un modo per celebrare la vita. San Raffaele (TO), 9 dicembre 2024