In questa sezione si riportano alcune opere del ciclo intitolato Metamorfosi, realizzato tra la seconda metà degli anni 1980 e gli inizi '90; il maestro Cavazzon vi riversò il sentimento di forte inquietudine causato dalla vista di bambole deturpate e ferite, i cui corpicini spuntavano fra ammassi di detriti. Egli tradusse tale turbamento in composizioni di forte impatto, ove quei pupazzi ci mostrano, immobili, le loro mutilazioni; in alcuni quadri le piccole teste collocate su legni in forma di croce si trasfigurano in inquietanti spaventapasseri. Con tale intestazione, il pittore denuncia che nella realtà da lui percepita non sono stati divini o magici gli interventi che hanno generato la trasformazione; gli interventi sono stati umani. Dunque siamo noi a trasformare un balocco in un detrito, ad annullare l'altro, la vita.







