Ricordando il "Palio delle donne", Fogolâr civic - Udine (4/5/2025)

È un’occasione per ricordare il m°Giovanni Cavazzon, recentemente scomparso; nel 1995 aveva realizzato il suo drappo per il “Paliodonna”, un’opera ad olio su seta di cm.200x100. Così egli ne aveva motivato la realizzazione: “Il 29 aprile 1995 si inaugurava a Udine, nella sede del Palazzo Patriarcale, il “Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo”. Da quel giorno si potevano finalmente ammirare gli affreschi settecenteschi di Giambattista Tiepolo voluti dell'allora patriarca Dionisio Dolfin. Nel settembre dello stesso anno si sarebbe tenuto “Paliodonna”; con grande entusiasmo la città stava ripristinando una festa risalente al 1375 (anno in cui uno dei borghi ottenne il permesso di organizzare una gara equestre riservata alle sole donne) e uno dei promotori mi commissionò il palio della contesa. Considero Giambiattista Tiepolo uno dei miei maestri spirituali e la donna come mia principale fonte di ispirazione. Adoro i cavalli. Si trattò dunque di fondere le mie emozioni e tradurle in un dipinto ad olio su seta.
Nella “Galleria degli ospiti” mi soffermai sull’affresco di Rachele che nasconde gli idoli e mi lasciai conquistare dalla tensione verso l’alto che le palme suggerivano. Quella cornice rococò… un invito per me che sono uno scenografo.
Poi il cavallo, animale sacro in tutte le antiche civiltà, spesso a fianco degli dèi; della sua simbologia ho scelto quella positiva, di forza, bellezza, energia.
Ed è una dea, quella della vittoria, che accarezza il cavallo; non ha bisogno di trattenerlo con le briglie. Sono in simbiosi perfetta. I due incedono sui colori ed i simboli dei borghi che si sono disputati il premio”.

