CAVAZZON Giovanni – Immagine
Era il 1994 quando Stefania e Giorgio mi esposero (e mi coinvolsero in) questo ambizioso e prezioso progetto. Ventun donne straordinarie da rileggere e interpretare; mito, realtà, leggenda. Luoghi storici e luoghi dell’immaginazione. Per me, che sono definito “il pittore della donna”, fu un invito che mi rese molto felice, sia per l’incontro artistico con la mia amata sorella, sia per la sfida. Si trattava di realizzare un polittico di ventun elementi.
Innanzitutto scelsi lo strumento: l’inchiostro, lo stesso strumento usato da Fanny, così la chiamo io, per incidere le sue parole. La mia preparazione in scenografia e la mia esperienza di ritrattista e disegnatore mi hanno portato verso un’operazione che andasse al di sopra della grafica stessa e che raccontasse, attraverso l’immagine, il senso, il perché di quest’opera. Per questo motivo l’iconografia non viene influenzata dalla consistenza storica del singolo personaggio, perché legata ad una interpretazione onirica e unitaria che lo riporti sullo stesso piano storico e temporale del fruitore.
Abbiamo lavorato separatamente, per non influenzarci; ma evidentemente un filo ci unisce, perché entrambi abbiamo realizzato mondi magici, talvolta evocativi o legati al subconscio. Ad esempio, non tutti vedono “con gli occhi” i delfini presenti nel ritratto di Angela Bandini, tuttavia esistono e vanno a sollecitare quel mondo magico e misterico dell’inconscio.
Udine, settembre 2024

