PASCOLO Anna – Ho sposato il pittore del Mito

La violenza per secoli sottaciuta, ora di quotidiana notizia.

La donna-oggetto. Le protagoniste del ‘68 avevano provato a cancellare questa immagine, ma non ce l’hanno fatta. A fianco di un’auto c’è sempre una ragazza in posa, così bella che par finta; moine e gesti ammiccanti sono associati a prodotti innumerevoli. C’è del software studiato apposta per nascondere difetti e cancellare rughe. Conduttrici in minigonna e inquadrature dal basso per voler essere intriganti.

Giovanni rifiuta queste immagini e l’idea che manifestano. Belle gambe, belle donne, certo, ma secondo lui quelle immagini sono tristi perché prive di rispetto.

Giovanni non è un bacchettone e lui, le donne, le rappresenta spesso nella loro nudità.

Qualcuno ha scritto che i suoi nudi “sono sensuali, mai sessuali”.

Donne angelicate mai. Donne-dee, sì, certo. Anzi no. Sono donne vere, che appartengono al quotidiano. Ho sentito una signora commentare un nudo con queste parole: “È incredibile, questa Venere, con i suoi difetti... ma è bellissima... allora... potrei essere anche io...” Del resto, ogni donna è la più bella del mondo per l’uomo che la ama.

In una discussione artistica uno pose il quesito di dove si trovasse il confine tra arte e pornografia. Giovanni zittì tutti con questa frase: “Si vede subito; dove c’è pornografia non c’è amore”.

Gli amici di Giovanni lo invidiano quando porta una modella nel suo studio, immaginando chissà che. Le modelle si fidano e sono grate per il rispetto che porta loro, per come trasformerà il loro corpo in un sogno sensuale e gli restano amiche per sempre. L’ho sperimentato io stessa, questo atteggiamento, quando posai senza che nessuno di noi due potesse lontanamente immaginare che di lì a poco ci saremmo sposati. Egli sa trasportare le donne d’oggi nelle figure eterne del mito, così da poterle sublimare rappresentandone la dignità, l’ansia, l’eleganza, l’eros, l’intrigo; sa rendere lo spettatore partecipe dei loro sogni, delle loro ambiguità e certezze, dei ruoli molteplici che la vita le porta a interpretare.

Spesso mi chiedono se sono gelosa. No, non lo sono. Non avrebbe senso. Sarebbe togliergli l'aria che respira, il cibo di cui si nutre. Non sono gelosa, pur se sono consapevole che ciò che accade tra Giovanni e la donna che gli suggerisce un’idea è un innamoramento. È innamoramento sublime. Del resto, solo da un sentimento alto e importante può derivare il rispetto che è proprio dei nudi di Giovanni; è con questo sentimento che egli può rendere ogni donna la più bella donna del mondo.

Grazie Giovanni, per questo rispetto.

Credo di potertelo dire da parte di ogni donna; e te lo dico anche da parte di ogni uomo (ce ne sono) che condivide i tuoi sentimenti e che attraverso di te li può manifestare. 30/04/2018