BLASONI Mario – Cavazzon il pittore delle Veneri e dei vip
Un’associazione culturale, che potrebbe sfociare in una piccola e originale Accademia d’arte, è nata lo scorso dicembre a Martignacco grazie all’incontro tra un pittore udinese (ma di ascendenze lombardo-emiliane) e un commerciante di elettrodomestici che è uno dei simboli della realtà economica locale. L’artista, Giovanni Cavazzon, ha lanciato l’idea e l’imprenditore-mecenate, Idreno Mattiussi, l’ha raccolta, mettendo a disposizione la sede, una palazzina che nei suoi oltre cento anni di storia aveva, via via, ospitato il municipio, scuole, una banca, persino le prigioni…
Tutto è cominciato perché a Cavazzon la casa-studio di Udine, via Monte Coglians 19, andava stretta; così si era messo a cercare un paio di stanze che ospitassero una mostra permanente delle sue opere. Ebbene, ha trovato molto di più: la disponibilità di Mattiussi gli ha aperto i due piani dell’edificio, nove stanze compreso un salone per mostre, concerti e quant’altro. Dopo un anno di lavori, la palazzina è stata accuratamente restaurata e, in attesa che la nuova associazione cominci l’attività, le pareti delle sue sale si sono affollate di Veneri e Baccanti, di creature mitologiche e di donne di oggi: volti di dee, di attrici, di semplici modelle immortalati dal pennello e dalla matita di Cavazzon. Quella di Martignacco è una svolta importante nella sua vita umana e professionale; l’ennesima, dato che nei suoi 66 anni “il pittore della bellezza” ne ha voltate di pagine!
Nato a Luino (Varese), come Piero Chiara (e dall’autore de Il piatto piange e La stanza del vescovo sembra aver preso il gusto di esplorare un certo mondo femminile con garbo e leggerezza...) Giovanni Cavazzon ha fatto le scuole elementari in giro per l’Italia, seguendo gli spostamenti del padre Stefano, maresciallo della Finanza, di origine cadorina. Nel 1953 si è fermato a Parma (dove tutt’ora risiede la madre ottantenne Rina, marchigiana) e dopo sette anni si è diplomato in scenotecnica all’Accademia Toschi. Ha lavorato un periodo per compagnie teatrali, sia per la lirica che per la prosa, appassionandosi ai soggetti delle scene, ai personaggi. (Così è nato il Cavazzon ritrattista). Ma nello stesso tempo ha frequentato a Milano l’Accademia di Brera, allievo di Achille Funi, mentre – per sbarcare il lunario – lavorava nell’edilizia (faceva disegni, prospetti di facciate, armature in cemento armato per il cantiere…)
A portarlo in Friuli, come nel caso di tanti altri… figli adottivi, è stato il servizio militare. Dopo la scuola di Caserta, infatti è attivato nel Gruppo cavalleggeri Guide di Casarsa. Nel 1965 ha ottenuto la nomina per l’insegnamento di educazione artistica alle medie; salirà in cattedra (fino al 1987) a Cordovado, Casarsa, San Vito al Tagliamento e (nell’ultimo periodo) a San Pietro al Natisone. Dagli anni ‘70 ha cominciato a esporre: da Portogruaro alla Loggia di Udine, da San Vito a Parma, dai Colonos di Villacaccia a Cormons… Si è fatto una fama con i ritratti mettendo in posa attori (Dalila Di Lazzaro, Paola Borboni, Gastone Moschin), friulane Vip (Giannola Nonino, Alessandra Guerra), sportivi (il calciatore Nestor Sensini e famiglia, il giornalista Balilla Gritti). Poi ha dato il via a i vari cicli dedicati all’universo femminile; ispirandosi a Prassitele, a Botticelli, a Canova, ha riletto le loro figure con gli occhi di oggi. Ne è nata una sequenza di Veneri con una cadenza di titoli (Venus caerulea, Venus rosea, Venus eburnea…) che – come ha scritto Licio Damiani – “sembra alludere a una litania pagana”. Ma nelle tele di Cavazzon la dea mitologica diventa donna, figlia e madre, si umanizza, come nelle sue interpretazioni della La bagnante di Valpinçon di Ingres e dalla donna della Colazione sull’erba di Manet.
Tra classicismo ed erotismo, le donne del professore si fanno ammirare, ma fanno anche discutere. “Mai nudi sono apparsi così pudici” ha scritto Fanny Bini, paragonandoli addirittura, per il nitido contrasto tra curve e linee affusolate, “alle bottiglie di Morandi”, mentre per il regista teatrale e critico Giorgio Belledi sono creature “che desiderano essere accarezzate”. Donne, donne, eterni dei! Si potrebbe dire, dunque citando la più famosa delle operette viennesi… E sono tutte “Sorelle mie”, sostiene il professore-ritrattista che così ha intitolato un fortunato fascicolo del 1995 dedicato a una ventina di eroine, protagoniste nel bene e nel male, tra storia e leggenda. Illustrando le poesie della sorella Stefania, Cavazzon ha fornito il “ritratto psicologico” della biblica Lilith e di Cenerentola, di Cleopatra e di Maria Luigia di Parma, di Claretta Petacci e di Marilyn Monroe, della “saponificatrice” Leonarda Cianciulli e della terrorista Mara Cagol.
L’Associazione culturale sorta alle porte della città (otto chilometri da Udine, quattro dalla zona Fiera, cinque dall’autostrada) dovrebbe partire al più presto, con iniziative che spazieranno anche fuori regione. “Molti giovani artisti hanno bisogno di essere valorizzati, di trovare un punto di riferimento”, spiega il professor Cavazzon, ha già un precedente: una borsa di studio istituita l’estate scorsa a Refrontolo (Treviso) per ricordare un amico, Riccardo Pozzali, promotore di manifestazioni culturali. In questi giorni si sta delineando una rosa di soci fondatori della futura Accademia artistica, comprendente esponenti di un certo nome nelle arti visive, musicali e letterarie. Un risultato, comunque, è già stato raggiunto: l’ottimo restauro della palazzina di via Liciniana 58, testimone di più di un secolo di storia. Secondo le ricerche effettuate dal dottor Carlo Venuti, autore di un libro su Martignacco, l’edificio delle ex scuole professionali risale almeno al 1875 quando era adibito a prigione. In seguito ospitò il municipio e dopo l’ultima guerra le scuole, ma anche le poste e, infine, la Cassa rurale. Abbandonato nel periodo dopo il terremoto, era stato acquistato dal commerciante Idreno Mattiussi per farne dei magazzini. Giovanni Cavazzon si è lanciato nella nuova impresa con lo spirito di un ventenne, affiancato, oltre che dallo sponsor Mattiussi, da altri amici e collaboratori. Tra questi, di validissimo aiuto gli è la moglie Anna Pascolo, che è laureata in lingue e letterature straniere e scrive favole; ha trovato in lei non solo una compagna, ma una musa ispiratrice e una segretaria piena di idee ed entusiasmo.

