CAVAZZON Stefania – il pomo

E il mito scelse un pomo, per quella discordia che generò un’infinità di lutti. La fiaba volle una mela avvelenata come premessa al bacio rigenerante. Il detto popolare suggerisce una mela al giorno quale elemento curativo, tanto da sostituirla  al medico e, in effetti, pare questo frutto abbia doti particolari per il nostro benessere fisico, tanto da essere consigliata in ogni dieta. In qualunque maniera la si voglia considerare, la mela, il pomo, nell’interezza delle sue innumerevoli specie, rappresenta qualcosa di assoluto; forse per la forma sferica, unita alle varie colorazioni stimolanti. Dal punto di vista strettamente pittorico, anche nella versione melagrana, ha invaso in ogni tempo le nature morte dei grandi professionisti e tutti i cimenti dilettantistici. 

Ma in Giovanni Cavazzon è “natura sospesa”: troppo realisticamente vivida per essere “morta” e troppo stigmatica per essere realistica. Essa, anzi, esse (sono due, la piccola e la grande o viceversa) se ne stanno, con foglie amorevoli, sopra un piano invisibile, sotto una luce che non compare di per sé, se non nell’effetto d’ombre sottostanti. In attesa di che? Di una mano che le afferri? Dovrebbe trattarsi di un arto angelico o robotico o, comunque, marziano. Quei gioiosi pomi non vengono dai frutteti soliti. Sono esplosi da un ramo della mente, in chissà quale sogno, in chissà quale epoca. Sono le mele assolute del mito e della fiaba che, per quella modernità straordinaria con cui il segno grafico le ha poste lì, potrebbero anche abbassarsi ad uno spot. Un lembo di tovaglia a quadri sovrastante ci evoca spazi di intime cucine o estivi picnic, anch’esso sospeso in quel vuoto edenico. L’appetito, però, il senso di freschezza e la piacevolezza, lo stupore dell’impatto visivo, che pur ci toccano ed emozionano, tanto da convogliarsi prodigiosamente ai nostri sensi in un tipico sentore che si attribuisce a certi vini bianchi un po’ aciduli e spumosi, alimentano soprattutto lo spirito, l’interiorità più nobile della natura umana. Queste mele sono un peana per qualche divinità.

Parma, 7 novembre 2021