CAVAZZON Stefania – Vite parallele: “Il cerchio magico”

Guardando al disegno ho percepito un intreccio di almeno tre Ouroburos, certo condizionata dai miei studi recenti. In Alchimia l'ouroburos,  il serpente che si morde la coda, rappresenta il tempo circolare,  il ritorno dello Spirito al suo stato iniziale dopo aver preso coscienza di sé attraverso il perenne autocrearsi  in ogni forma della materia, compreso l'uomo; unico predestinato, quest'ultimo, a contenerlo nell'abisso della propria psiche e a ricongiungersi ad Esso attraverso il processo della Trasmutazione (Solve et Coagula), col fine ultimo di non disperdersi nell'Anima del mondo, ma di divenire memoria preziosa (oro dei filosofi), degna di permeare di sé l'Assoluto e, forse, riprodursi.

Si tratta di un incantato paradigma filosofico che unisce gli opposti di Trascendenza e Immanenza. Complimenti, mio carissimo Giovanni, la tua mano, quella sì davvero magica, è capace ancora di evocare gli dei. Il tuo “Mercurio” non ti abbandona, vedo!

Con amore, tua sorella Stefania.

Parma, aprile 2022