“Maestro”, mi disse il celebre grecista Bruno Gentili che ero andato a trovare a casa sua, “forse lei è il pittore, il vero artista che mi può accontentare. Per tutta la vita ho studiato Pindaro e per tutta la vita ho sognato di poter vedere il momento in cui ‘a quanto si dice, Pindaro una volta andò a caccia sull’Elicona e, affaticato, si addormentò; in quella, un’ape gli si posò sulla bocca e vi depose il miele’. Ecco, se non chiedo troppo, potrebbe dipingere questo momento?” Bè, davvero non me l’aspettavo… Né avevo mai pensato di affrontare questo soggetto; tuttavia Bruno mi colpì per il modo accorato, per l’amore che dimostrava verso quel mondo antico che anche per me è fonte di ispirazione continua. Dopo Pindaro, mi lasciai sedurre dal mito di Pandora. Giovanni Cavazzon