Mi sono innamorato degli alberi ispirandomi al loro significato profondo; sono la rappresentazione massima della vita, con la loro possanza, longevità e resilienza, in ogni situazione. Sono saggi e pieni di vigore. Magari fossi come loro. Ho da poco terminato questo gelso i cui rami compongono un cerchio, forse magico. I miei disegni non sono mai fini a loro stessi e questo lo è forse meno di tutti. È un ipotetico percorso di vita, forse la mia. Le radici, il tronco, i rami che vanno, poi tornano, si riuniscono, vanno e tornano ancora. Un ramo reciso, un dolore. L’erba verde, una fogliolina; l’annuncio di qualcosa di nuovo che sta per accadere. Lo osservo, mici specchio. È il mio autoritratto. Giovanni Cavazzon